Ci vorrebbe un po’ di liquidità

Ci vorrebbe un po’ di liquidità

I fondi immobiliari, dopo aver ottenuto un mese di maggio lusinghiero dal punto di vista borsistico, nell’ultima settimana hanno conosciuto una retromarcia (-1.2%), soffrendo il nervosismo che riguarda le prospettive cicliche italiane e globali e la possibile evoluzione dei tassi di interesse.

Occorre segnalare come la discesa subita dall’indice real estate relativo alla zona euro (FTSE E/N Eurozone TR) sia stato piuttosto ampio (-11.2%) a partire dal 21 maggio. Ma il ritracciamento sta riportando il quadro valutativo su livelli più accettabili ma che evidenziano un rapporto tra valori di mercato e quelli patrimoniali superiori all’unità (1.05).

Si tratta di una situazione ben diversa a quella riscontrabile sui nostri fondi immobiliari quotati che scambiano a metà del valore contabile seppur operanti in un contesto economico differente e molto più difficili.

Tra i fondi meno illiquidi segnaliamo Amundi Re Italia (1.3%) che sta attraversando una fase di recupero.

Si assiste ad un recupero, perlomeno per il numero delle quote trattate, su Valore Immobiliare Globale (+0.5%), uno dei fondi con valori di mercato più compressi.

Si conferma ancora Polis (+0.4%) che porta il rialzo da inizio anno a quasi il 30%, con un progresso nell’ultimo mese superiore all’8%.

Tra scambi abbastanza vivaci si assiste ad un calo di Unicredito 1 (-2%) che ridiscende al di sotto dei 1500 euro per quota (ma NAV 3013€…).

I volumi trattati dei fondi si sono notevolmente ridimensionati e i prodotti risultati più brillanti sono proprio quelli meno liquidi, se non totalmente illiquidi. Per esempio Risparmio Imm. 1 (+6.1%) ha scambiato per un controvalore di mercato di 13mila€ in cinque sedute, 2 quote in una settimana.

Europa Imm. (+4%) è arrivato fino a 25mila€ nello stesso periodo, mentre Immobilium (+3.2%) ben 15mila€ e Beta (+2.4%) circa 4mila€.

Inutile dire che forse sarebbe opportuno un intervento delle Autorità per assicurare che questi prodotti abbiano un minimo di liquidità per venire incontro alle esigenze dei risparmiatori.

Invece sembrerebbe che le stesse stiano approntando un tavolo di lavoro per approfondire il famoso paper di Assogestioni, che proponeva una proroga straordinaria per consentire una dismissione prolungata nel tempo, considerata la crisi che attanaglia l’economia italiana e il comparto, in particolare.

E’ interessante notare come tra le parti coinvolte al confronto non ci risulta siano stati considerati i quotisti, quelli più interessati di tutti. Ci sfugge chi dovrebbe rappresentare gli interessi dei risparmiatori in questo tavolo di lavoro.

Dinamica del QF-Norisk index (fondi chiusi immobiliari) rispetto a FTSE E/N Italy e EMU

Dinamica del QF-Norisk index (fondi chiusi immobiliari) rispetto a FTSE E/N Italy e EMU

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Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.