Dividend Mania: fine corsa?

Dividend Mania: fine corsa?

Le azioni che distribuiscono dividendi più elevati della media hanno avuto il favore degli investitori che ritenevano questi strumenti dei simil-bonds. Adesso l’illusione è finita.

Il fascino indiscreto del provento

Il tracollo dei rendimenti delle obbligazioni ha spinto gli investitori a ricercare strumenti finanziari in grado di distribuire proventi con generosità ossia con yields superiori ai flussi cedolari corrisposti dai bonds divenuti così avari.
E’ interessante notare come il successo commerciale non necessariamente ha portato a rendimenti differenziali rispetto a strumenti “standard”, ma dal punto di vista “risk-adjusted” merita un approfondimento. Il Grafico 1 mostra il confronto a 3 anni tra due etf globali, uno focalizzato sul MSCI World, pesato essenzialmente a capitalizzazione di mercato, mentre l’altro comprende un processo di selezione che mira a massimizzare i dividendi distribuiti nel passato.
Lo strumento standard ha registrato una performance annua del 10.5%, mentre quello con il focus sui proventi circa il 9.5%. Si tratta ovviamente di rialzi molto positivi e soddisfacenti per gli investitori.
La dinamica dei dividendi corrisposti dall’etf “income” è stata davvero brillante dallo 0.63€ distribuiti nel 2010, all’1.13€ del 2012 per arrivare a 1.24€ (ultimi 12 mesi) raggiunti a marzo 2013. Ma l’ultima distribuzione di aprile ha visto un declino del 16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Dinamica dell’etf Stoxx Global Select Dividend 100 TRN-IS e MSCI World TRN-LX negli ultimi 3 anni

Dinamica dell’etf Stoxx Global Select Dividend 100 TRN-IS e MSCI World TRN-LX negli ultimi 3 anni

Come si spiega il ripiegamento dei proventi? Le società di Eurozone, come reazione alla recessione tuttora in corso, hanno ridotto la distribuzione di risorse mentre l’analisi dell’indice MSCI World ex EMU, escludendo la zona euro, ha mostrato rialzi continui e prolungati (grafico 2).

Andamento dei dividendi per l’indice Eurostoxx e per il MSCI World ex EMU.

Andamento dei dividendi per l’indice Eurostoxx e per il MSCI World ex EMU.

Le difficoltà macro hanno compresso la redditività delle imprese del Vecchio Continente che hanno usato i flussi di cassa per ridurre l’esposizione debitoria e, conseguentemente, aggravare la situazione alimentando quello che gli economisti definiscono il “deleveraging”.
Abbiamo analizzato il comportamento negli ultimi 3 anni dei due etf ed è comunque emerso che come il “Global Dividend” abbia registrato una volatilità inferiore leggermente inferiore rispetto all’MSCI World (12.9% vs 13.9%) e in aggiunta un “downside risk”, il rendimento negativo atteso, più contenuto 6.9%.

Global Dividend ai raggi X
La ripartizione dei titoli all’interno dell’indice Global Dividend (e dell’etf) mostra una ripartizione geografica e settoriale differente rispetto all’MSCI World. Chi investe sui dividendi scommette decisamente sui titoli finanziari (36% del totale), sulle Telecoms (10.6% del totale) e sulle Utilities (19% del totale).
Il mix geografico è ancora più distante tra i due indici: pesano molto gli UK (16%), Cina (7%), Australia (7%), Canada (8.6%), Euro (16%), ma soprattutto Singapore (8.3%). Sono invece sottopesati USA (27%), Giappone (3.3%).
E’ interessante notare come vi siano scommesse particolari su alcune valute, come il dollaro di Singapore e quello australiano abitualmente meno importanti negli indici globali.

Cosa aspettarsi dopo lo storno
L’indice Stoxx Global Select Dividend 100 TRN, a partire dal 20 maggio, ha subito un drammatico “sell-off” seguendo il movimento registrato nel mercato obbligazionario del reddito fisso che ha visto vendite indiscriminate su un asset che era stato al centro dell’attenzione degli investitori.
Il declino dell’indice in poche settimane ha superato l’8%, aggravato dal rafforzamento dell’euro.

Dinamica di borsa dell’indice Stoxx Global Select Dividend 100 TRN.

Dinamica di borsa dell’indice Stoxx Global Select Dividend 100 TRN.

La discesa ha riportato i multipli di borsa su livelli non elevati:
• P/E attuale 11.9x (atteso a fine anno 11.6x);
• dividend yield 5.8%
• prezzo/patrimonio netto 1.47x

Certo qualora si ritenga che l’espansione economica globale possa superare le attese corrente e si possa innescare una politica monetaria restrittiva nel breve periodo forse è meglio prediligere indici focalizzati sulla crescita ed, eventualmente, di tipo “value”.

Stefano Testori
stefano.testori@norisk.it

Senior investment analyst, laureato in Economia dei mercati ed intermediari finanziari presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E’ specializzato nella valutazione di strumenti derivati e sul mercato globale degli ETF.