ETF Industrials, l’inno alla fabbrica

ETF Industrials, l’inno alla fabbrica

Dopo diversi decenni di celebrazione del terziario avanzato, i policy maker globali riscoprono l’importanza del comparto industriale. Nel frattempo gli investitori hanno spinto i titoli molto in alto in borsa. Per la sezione ETF del sito di Fineco (www.fineco.it) abbiamo analizzato la situazione del mercato industriale globale e gli ETF che permettono di investire in tale comparto.

Il settore industriale è uno dei comparti ciclici per eccellenza e quindi è lecito attendersi delle fasi floride durante le fasi espansive dell’economia e, viceversa, una marcata debolezza in quelle recessive. Proprio nei periodi di contrazione dell’attività si assiste ad una forte compressione dei margini aziendali oltre ad un calo dei ricavi e quindi decise oscillazioni durante il “business cycle”. Altri fattori che incidono sull’andamento dei profitti del settore è la dinamica del prezzo delle materie prime e il livello dei tassi di interesse di mercato.

Occorre segnalare come le società comprese nel comparto, così come la pluralità delle grandi imprese mondiali hanno registrato a partire dalla crisi finanziaria del 2008 un importante “deleveraging”, ossia hanno proceduto a ridurre l’ammontare dei debiti rispetto all’attivo. Le società industriali rimangono sensibili al costo del debito per ragioni indirette, in quanto un rialzo dei tassi di interesse può contrarre la domanda dei beni da loro prodotti.

I governi dei paesi sviluppati stanno scommettendo su un nuovo processo di industrializzazione associato alle recenti innovazioni in campo tecnologico. In particolare negli Stati Uniti la crescente disponibilità di energia a costi contenuti, determinata dall’utilizzo del “shale gas”, sta inducendo importanti società ad aprire stabilimenti proprio negli States divenuti ulteriormente competitivi. In Europa vorrebbero seguire l’esempio sebbene sia assente il vantaggio competitivo fornito dalla disponibilità di carburanti.

All’interno di questa categoria merceologica rinveniamo players operanti in subcomparti piuttosto eterogenei tra di loro. E’ possibile quindi rinvenire società attive nella produzione di beni per la Difesa (Bae System e Finmeccanica), per l’aereospazio (Airbus), nella logistica (TNT, UPS), le linee aeree (Lufthansa), prodotti per l’edilizia (Saint Gobain), società di engineering (Vinci), gestione di autostrade e aereoporti (Atlantia) e trasporti di merci (Maersk). Senza contare la presenza di alcuni giganti che sono delle conglomerate multisettoriali come General Electric e Siemens.

 

Tra i prodotti analizzati nella newsletter segnaliamo, sul mercato globale, il Lyxor UCITS ETF MSCI World Industrials TR (LU0533033402) ed il db x-trackers MSCI World Industrials TRN Index UCITS ETF (LU0540981387); sui titoli statunitensi il Lyxor UCITS ETF S&P 500 Capped Industrials (FR0011192764), l’iShares DJ U.S. Industrial ETF (US4642877546), il Vanguard Industrials ETF (US92204A6038) e l’Industrial Select Sector SPDR Fund (US81369Y7040) e sul comparto europeo il Lyxor UCITS ETF STOXX Europe 600 Industrial Goods & Services (FR0010344887), il db x-trackers Stoxx Europe 600 Industrial Goods UCITS ETF (LU0292106084), l’Amundi ETF MSCI Europe Industrials UCITS ETF (FR0010688218), il Source STOXX Europe 600 Optimised Industrial Goods & Services UCITS ETF (IE00B5MJYX09) e l’iShares STOXX Europe 600 Industrial Goods & Services UCITS ETF (DE) (DE000A0H08J9).

 

Per i clienti Fineco, continua qui  https://nuovosito.fineco.it/mercati-e-trading/pro/norisk/index_fineco.php/article/articleviewfineco/4000/

 

Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.