ETF Lusso, a tutto brand

ETF Lusso, a tutto brand

È disponibile un ETF che cerca di sfruttare la propensione degli individui abbienti ad acquistare beni esclusivi e l’aumento del numero dei “Paperoni” nel mondo. Quali sono le prospettive per il settore del lusso globale?

All’interno del settore dei beni di consumo vi è un comparto sicuramente conosciuto ai più ma poco esplorato dagli investitori: i beni di lusso. Questo mercato muove 1.200 miliardi di Euro all’anno e al suo interno vi sono, oltre ai più conosciuti marchi della moda, diverse altre categorie, dall’arte al cibo, dall’arredo al cosiddetto lusso esperienziale.
I beni di lusso vengono solitamente considerati parte dei consumi discrezionali, ovvero quelli non indispensabili per la sopravvivenza e il cui consumo risulta quindi maggiormente sensibile all’andamento del ciclo economico e conseguentemente alla disponibilità finanziaria dei consumatori. Ci si potrebbe attendere che questi beni, avendo come destinatari individui molto abbienti, presentino dinamiche di mercato meno influenzate dalla congiuntura economica; in realtà, fermo restando che ogni società costituisce un unicum, esaminando quanto avvenuto nell’ultima recessione si può notare come il livello dei profitti ottenuti abbia risentito in modo anche serio della debolezza economica.

 

Va tuttavia aggiunto che, all’interno di questo settore, sono comprese società con un’operatività molto dissimile: nell’indice rappresentativo di tale mercato, lo S&P Global Luxury, vi sono infatti alcuni dei più elitari marchi del mondo, come Porsche o BMW, le holding LVMH (Louis Vuitton, Bulgari, Dior), e Richemont (Cartier, Montblanc, Panerai), ma anche marchi accessibili ai più, come Nike, Swatch, Adidas e Ralph Lauren.
La composizione così eterogenea rende quindi questo comparto difficilmente catalogabile, in quanto una parte di esso, i beni più elitari, non è particolarmente sensibile all’andamento del ciclo economico, mentre i beni “base” possono essere alla portata dei consumatori anche in funzione della congiuntura economica in corso.

 

Il mercato del lusso si trova, negli ultimi anni, ad affrontare differenti sfide: con il passaggio generazionale, infatti, il cosiddetto lusso esperienziale sta guadagnando sempre più interesse tra la clientela elitaria; rispetto al passato, i clienti di questo comparto prediligono ciò che si basa più sulla condivisione e sull’esperienza piuttosto che sull’ostentazione o sul possesso di un bene. Inoltre, il comparto è vittima di un contrasto di fondo: se da un lato, come per ogni attività, l’obiettivo è quello di aumentare le vendite, dall’altro le società non devono perdere l’esclusività. Più un marchio è diffuso e capillare e meno risulta esclusivo e per questo motivo le più importanti aziende cercano di segmentare la loro offerta di prodotti, in modo da raggiungere più fasce di clienti. I consumatori meno elitari possono così acquistare oggetti del prestigioso marchio, come occhiali o cosmetici, mentre alla clientela di alto livello è destinato il top di gamma, rappresentato da beni prodotti in pochi pezzi e a prezzi molto alti.

 

È possibile investire sul comparto attraverso l’ Amundi ETF S&P Global Luxury UCITS ETF (FR0010688226). Sono poi disponibili diversi prodotti sui beni di consumo discrezionali, tra cui il Lyxor MSCI World Consumer Discretionary TR UCITS ETF (LU0533032008 e LU0533032180), il db x-trackers MSCI World Consumer Discretionary Index UCITS ETF (LU0540979720), l’ Amundi ETF MSCI Europe Consumer Discretionary UCITS ETF (FR0010688184) ed il Source Consumer Discretionary S&P US Select Sector UCITS ETF (IE00B449XP68).

 

Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.