ETF Smart Beta: focus sulla volatilità

ETF Smart Beta: focus sulla volatilità

Negli ultimi anni, in seguito anche alla crisi finanziaria, si è potuto osservare un particolare interesse per gli ETF Smart Beta, ovvero quei prodotti basati su indici in cui i titoli non vengono ponderati sulla base della capitalizzazione di mercato ma secondo altri criteri. Con l’obiettivo principale di limitare i rischi in una fase di contrazione dei mercati, gli investitori hanno spesso optato per questi indici, forse anche grazie al nome accattivante che sottintende strategie più “smart” rispetto ai tradizionali metodi di scelta dei titoli. Per la sezione ETF del sito di Fineco (www.fineco.it) abbiamo analizzato le caratteristiche degli ETF Smart Beta, con un particolare focus sugli indici low volatility, ovvero a bassa volatilità.

 

Gli ETF Smart Beta, aldilà della definizione accattivante, non risultano necessariamente più efficaci rispetto ai prodotti più tradizionali, ponderati sulla base della capitalizzazione di mercato.

Gli indici in questione, infatti, hanno ottenuto nel corso degli anni performance maggiori come minori rispetto ai corrispettivi indici paragonabili, anche per il solo motivo che qualcuno deve pur far peggio del mercato. L’appeal di questi strumenti, però, è in forte ascesa, basti pensare che nel 2013 gli ETF Smart Beta hanno raccolto circa 61 miliardi di dollari, quasi un terzo della raccolta totale degli ETP, e che negli ultimi quattro anni, in Europa, il loro patrimonio è aumentato di circa il 900%.

Tra i principali tipi di indici che traggono origine da questi criteri si possono citare:

– equally weighted, nei quali tutti i titoli, ad ogni ribilanciamento, hanno lo stesso peso, a prescindere dalla loro capitalizzazione borsistica;

– minimun variance/low volatility, portafogli costituiti con l’obiettivo di minimizzare la varianza, che indica la volatilità di un titolo;

– fundamental weighted, dove i titoli sono scelti sulla base di misure finanziarie non dipendenti dal prezzo di Borsa, come gli utili o i flussi di cassa;

– dividend weighted, in cui i titoli vengono selezionati sulla base della consistenza dei dividendi distribuiti;

– factor based, nei quali i titoli vengono selezionati sulla base di uno o più fondamentali di valutazione.

 

Tra i prodotti analizzati in questa newsletter, ve ne sono diversi quotati su Borsa Italiana. Con focus sul mercato europeo si possono acquistare l’Ossiam iStoxx Europe Minimum Variance NR UCITS ETF (ISIN LU0599612842) e l’Amundi ETF MSCI Europe Minimum Volatility UCITS ETF (FR0010713768), sugli Stati Uniti vi sono l’Ossiam ETF US Minimum Variance (LU0599612685) e lo SPDR S&P 500 Low Volatility UCITS ETF (IE00B802KR88), sul mercato globale l’Ossiam ETF World Minimum Variance (LU0799656698) e sui Paesi Emergenti l’Ossiam ETF Emerging Markets Minimum Variance (LU0705291903).

 

Per i clienti Fineco, continua qui https://nuovosito.fineco.it/mercati-e-trading/pro/norisk/index_fineco.php/article/articleviewfineco/4096/0/956/?tickeretf=MIVO&mkt=AFF/tickeretf=MIVO&mkt=AFF&isin=FR0010713768&show=1

 

Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.