Gli ETF superano il test della bolla cinese

Gli ETF superano il test della bolla cinese

È il listino azionario degli eccessi, al rialzo e al ribasso. La Borsa cinese di Shanghai nell’ultimo anno è stata protagonista di un rally a tre cifre seguito a metà giugno da un crollo superiore al 30% che ha impaurito la finanza globale. Investire nell’equity cinese oggi è alla portata di tutti grazie al sistema di liberalizzazione che negli anni ha favorito l’accesso dapprima con il sistema delle quote per gli investitori stranieri e poi dallo scorso novembre con il programma Connect, che consente agli investitori che operano sulla Borsa di Shanghai di accedere a quella di Hong Kong e viceversa. Marcello Rubiu, partner di Norisk, ha analizzato per Plus24 gli ETF che permettono di investire su tale mercato e la loro reazione allo scoppio della bolla cinese.

L’investimento nel mercato azionario cinese non è semplice viste le diverse categorie di azioni. La distinzione principale è tra azioni Classe A-B (trattate a Shanghai e Shenzhen, in valuta locale, che gli investitori esteri possono acquistare tramite Hong Kong ma con limiti e quote) e Classe H (Società registrate in Cina e quotate ad Hong Kong in dollari locali). Per il risparmiatore italiano l’accesso a questo mercato avviene prevalentemente o tramite ETF o con fondi. Su quale è meglio puntare?

I fondi focalizzati sulle azioni categoria A sono piuttosto contenuti e con poca “storia” in quanto partiti di recente. Gli ETF hanno ottenuto performance più rilevanti. Guardando le mere performance durante il “bull market” possiamo vedere che pochi fondi hanno fatto meglio degli ETF comparabili. Altrettanto è avvenuto durante la correzione partita a fine maggio. Invece i fondi sono riusciti a “cavalcare” meglio il rimbalzo avvenuto sui listini cinesi a partire dal 7 luglio. I fondi, nonostante abbiano come benchmark le azioni cinesi quotate a Hong Kong, si espongono anche su quelle “mainland”, sebbene non presenti nel focus di investimento, con quote non elevate.

Passando a un’analisi del livello di rischio, possiamo vedere come i migliori fondi della categoria abbiamo registrato una volatilità inferiore agli ETF. Combinando l’analisi dei rendimenti con il rischio solamente tre fondi, tra quelli che registrano le migliori performance a un anno, hanno fatto meglio degli ETF. Nel computo non abbiamo considerato le commissioni di entrata che, se elevate, possono spostare il calcolo di convenienza a favore dei cloni quotati. Se si ha poca dimestichezza con il mercato tanto vale puntare sugli ETF, se invece ci si può avvalere della consulenza di un professionista un attento screening può consentire di individuare qualche fondo particolarmente interessante.

 

(cliccare sull’immagine per ingrandirla)

201507 - Bolla cinese

 

Il dettaglio degli ETF citati nell’articolo:

ISIN

Nome

Sottostante

IE00BHBFDF83 ETFS-E Fund MSCI China A GO UCITS ETF MSCI China A
LU0779800910 db x-trackers CSI300 Index UCITS ETF-EUR CSI 300
LU0875160326 db x-trackers Harvest CSI 300 UCITS ETF (DR) CSI 300
IE00BGSHB123 Source CSOP FTSE China A50 UCITS ETF FTSE China A50
IE00B02KXK85 iShares China Large Cap UCITS ETF FTSE China 50 TR
LU0292109856 db x-trackers FTSE China 50 UCITS ETF FTSE China 50 TRN
FR0010204081 Lyxor UCITS ETF China Enterprise HSCEI HSCEI TR
FR0010713784 Amundi ETF MSCI China UCITS ETF MSCI China H TRN

 

Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.