Fidarsi del Giappone?

Fidarsi del Giappone?

Il mercato azionario nipponico ha storicamente inflitto agli investitori grandi delusioni e costituisce un esempio negativo per le economie sviluppate. Ha senso scommetterci nel 2013?

Il Giappone ha fatto “boom”

Il listino azionario nipponico ha ottenuto un rimbalzo importante nel quarto trimestre del 2012, risultando tra i migliori mercati (+16.7%).

Questa brillante performance è avvenuta in valuta locale mentre per gli investitori in euro in progresso è stato ben più contenuto (+3%), risultando inferiore a quanto ottenuto dal mercato di Eurozone (+6.7%).

La situazione economica del Giappone è lungi dall’essere rosea e nella seconda parte dell’anno passato si è assistito, probabilmente, ad una contrazione del PIL, già confermata dal calo marcato subito nel terzo trimestre (-0.9%).

La fiducia delle grandi imprese manifatturiere ha toccato il punto di minimo degli ultimi 3 anni, sebbene abbiano contestualmente comunicato di attendersi un rialzo delle spese per investimenti per l’anno fiscale che si conclude a marzo 2013.

La domanda interna rimane asfittica e l’export è stato fortemente penalizzato dalla forza dello yen e dagli attriti con gli ingombranti vicini dalla Cina alle due Coree.

Il ritorno della destra al governo, con la scelta di diversi personaggi considerati revisionisti sulle colpe giapponesi della seconda guerra mondiale,  potrebbe aggravare questi problemi diplomatici che hanno ripercussioni commerciali.

Già nei mesi scorsi l’attività economica con la Cina si era fortemente ridotta proprio come conseguenza delle diatribe su alcuni isolotti contesi da entrambe le parti.

In compenso la speranza che il nuovo esecutivo possa imprimere una svolta nel letargo nipponico ha fatto scendere lo yen e volare il listino azionario che rimane sottovalutato.

Il Giappone presenta una situazione strutturalmente difficile essendo un’economia e una cultura chiusa, caratterizzata dal calo della forza lavoro e da una struttura demografica preoccupante.

Inoltre, visti i trascorsi, non occorre riporre molta fiducia nella classe politica nipponica nota per essere inaffidabile e di scarsa qualità.

Al momento il mercato sta scommettendo sulla possibilità che il nuovo esecutivo possa indurre la banca centrale a misure quantitative importanti per far uscire il paese dalla deflazione cronica.

Una scelta attesa è il ritorno al nucleare del paese azzerando la scelta fatta dal precedente governo successivamente al disastro di Fukushima, risollevando le sorti del settore delle utilities.

E’ importante notare come il maggiore driver dell’azionario nipponico sia il tasso di cambio come mostra il grafico seguente.

Al calare del tasso di cambio, che comporta il rafforzamento dello yen, si nota come l’equity si deprezzi, rimanendo attorno ai minimi degli ultimi 10 anni.

Il movimento rialzista dell’Usd/Yen dell’ultimo trimestre ha prodotto una importante ricopertura sul listino azionario.

Questa particolarità complica l’operatività per gli investitori retail che devono assolutamente coprirsi dalle probabili perdite valutarie qualora si assista ad un rialzo borsistico.

Ulteriori aspetti da considerare sull’azionario nipponico è la predisposizione all’export delle varie società e la spiccata natura ciclica dei vari benchmarks.

Ricordiamo come sommando i titoli industriali, a quelli relativi ai consumi discrezionali e ai finanziari si raggiunge il 60% e, conseguentemente, è difficile attendersi un recupero davvero importante senza un rafforzamento ciclico dell’economia globale.

Un altro approfondimento lo merita il quadro valutativo che evidenzia una situazione “a sconto” se si analizzano i multipli borsistici.

Occorre precisare come parte di questa sottovalutazione è motivata da una minore redditività e da bassi tassi di crescita dei risultati economici delle imprese, nel complesso, inferiori ai peers internazionali.

Concludendo l’investimento nell’equity giapponese è interessante ma occorre prestare molta attenzione ai cambiamenti di umore del mercato e da possibili scelte infelici da parte dei politici locali.

Dinamica del tasso di cambio UsdYen (sopra) e dell’indice azionario Topix (sotto).04.01.2013

Dinamica del tasso di cambio UsdYen (sopra) e dell’indice azionario Topix (sotto).04.01.2013

Stefano Testori
stefano.testori@norisk.it

Senior investment analyst, laureato in Economia dei mercati ed intermediari finanziari presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E’ specializzato nella valutazione di strumenti derivati e sul mercato globale degli ETF.