Fondi comuni, la beffa per tutti gli investitori

Fondi comuni, la beffa per tutti gli investitori

400 milioni di commissioni pagate ai gestori. A tanto ammontano le “performance fee” versate da chi ha messo i propri soldi in queste forme di risparmio. Peccato che si tratti di un balzello vietato da Bankitalia. Ma le regole vengono aggirate, ecco come. L’Espresso ha condotto un’analisi sul calcolo delle performance fee nei fondi comuni d’investimento, citando lo studio di Norisk  del 2013.

I tecnici del settore le chiamano “performance fee”. O anche commissioni d’incentivo, per dirla in italiano. Tradotto in parole povere significa una tassa supplementare sul risparmio. Questa volta però i soldi non vanno allo Stato. È un balzello privato, che arricchisce banche e società di gestione di fondi d’investimento. Ecco qualche numero: solo nei primi tre mesi di quest’anno, gli italiani hanno pagato oltre 400 milioni a titolo di performance fee. Questa è la somma complessiva incassata da Anima, Azimut, Banca Generali e Mediolanum, i quattro marchi del risparmio gestito quotati in Borsa.

Tutto bene? Mica tanto. In altri mercati, per esempio negli Stati Uniti, questi premi extra di fatto non esistono. In Italia invece le commissioni di incentivo, legate all’andamento del fondo, vanno ad aggiungersi a quelle ordinarie. E, a ben guardare, si scopre che in molti casi il compenso supplementare non è proporzionale al rendimento. Peggio ancora: a volte i sottoscrittori sono costretti a pagare anche se i risultati sono stati negativi. Risultato: un fiume di denaro finisce nelle casse delle società di gestione del risparmio, in sigla Sgr.

Una ricerca della società di analisi Norisk ha individuato alcune decine di prodotti finanziari su cui gravano perfomance fee calcolate su base mensile o trimestrale. Lo studio risale al 2013, ma «da allora la situazione non è cambiata», sottolinea Marcello Rubiu di Norisk. Sarebbe sorprendente il contrario. I gestori non hanno nessun obbligo legale di mettersi in regola, visto che lavorano oltreconfine, ben lontani dal raggio d’azione della Banca d’Italia.

 

A questo link si può leggere l’articolo completo
http://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2015/05/20/news/fondi-comuni-la-beffa-per-tutti-gli-investitori-400-milioni-di-commissioni-pagate-ai-gestori-1.213504

 

Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.