Cosa succede ai fondi in caso di uscita dall’Euro?

Cosa succede ai fondi in caso di uscita dall’Euro?

Per la rubrica “La posta del risparmiatore” di Plus 24, inserto settimanale del Sole24Ore, abbiamo risposto al quesito di un lettore in merito alle conseguenze dell’uscita dall’Euro di uno o più Paesi sui fondi d’investimento. Il lettore si chiede: in caso di uscita dall’Euro del Paese di residenza del detentore di quote di fondi di una società di gestione con sede in Lussemburgo, in quale valuta vengono rimborsate? Nella moneta del Paese di residenza del possessore, ovvero in quella vigente al momento del disinvestimento in Lussemburgo e quindi in tal caso col relativo tasso di cambio vigente tra le due monete?

La prima considerazione da effettuare è che la possibilità che un Paese fuoriesca dall’UME (Unione Monetaria Europea) non è contemplata e regolamentata dalle attuali leggi e trattati. Non vi sono precedenti storici di questa portata per economie integrate finanziariamente e occorre tornare all’introduzione delle nuove valute avvenute nei Paesi facenti parte dell’URSS per trovare una situazione vagamente simile. Qualora avvenisse si tratterebbe di un importante precedente e creerebbe, a cascata, il problema della ridenominazione degli strumenti finanziari.

Il lettore, forse spaventato dalla tragedia Greca, ha investito in un fondo lussemburghese denominato in Euro ma non specifica il focus di investimento del veicolo. È probabile che la specializzazione di questo riguardi titoli finanziari (azioni e obbligazioni) emessi nella zona Euro. Si può presumere che se l’Euro dovesse continuasse ad esistere, seppur non nella sua forma e estensione attuale, il valore dell’investimento rimarrebbe denominato come in origine.

Ipotizziamo che il fondo abbia investito in azioni italiane e che il nostro Paese decida di abbandonare l’EMU: in questo caso il problema risulterebbe dal forte deprezzamento dei titoli, presumibilmente aggravato dalla svalutazione della lira italiana rispetto all’Euro, piuttosto che dal cambio della denominazione.

Nel caso più estremo, ovvero dell’estinzione dell’Euro, sarà compito della società di gestione ridenominare il fondo coerentemente con il focus di investimento del veicolo stesso. Le scelte della Sgr dipenderanno dalle decisioni delle società che calcolano gli indici-benchmark degli stessi: in quale valuta sarà denominato, ad esempio, l’indice azionario Euro Stoxx 50? È possibile che venga adottata la divisa più forte del paniere, ovvero quella in uso in Germania. Nel caso vi sia l’uscita dall’Euro da parte di un Paese vi è la certezza che tutti gli strumenti emessi di diritto locale e denominati con la valuta comune debbano essere contabilizzati nella nuova divisa.

Riassumendo, i risparmiatori con una vision così negativa dovrebbero prestare molta attenzione al focus di investimento dei fondi piuttosto che alla divisa utilizzata a livello numerario dagli stessi, evitando soprattutto di detenere strumenti che investono al di fuori dell’Emu e che sono denominati in Euro.

 

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201506 - Fondi uscita Euro

Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.