Il fondo Olinda e i possibili acquirenti

Il fondo Olinda e i possibili acquirenti

In attesa che le Autorità di Vigilanza si pronuncino sulla “super proroga” dei fondi immobiliari, gli investitori diventano guardinghi ed aspettano news che possano motivare i prossimi rialzi. Il comparto dei fondi immobiliari registra un’altra settimana caratterizzata dalla debolezza (-0.27%), confermando novembre come mese negativo (-1.6%) per questa tipologia di strumenti, e il fondo Olinda cerca acquirenti per il suo patrimonio.

In realtà è il comparto immobiliare globale, dopo un anno complessivamente positivo, ad apparire appagato dai recuperi ottenuti e probabilmente gli operatori sono nervosi sulla futura evoluzione dei tassi di interesse. Il movimento dei saggi di mercato è stato nuovamente al ribasso e il livello del “riskfree” della zona euro è tornato ai minimi degli ultimi 3 mesi. Si sono decisamente compressi anche i rendimenti di mercato delle obbligazioni bancarie domestiche e questo costituisce sicuramente una buona notizia.

Gli investitori dei fondi aspettano di capire quale sarà la sorte dei fondi prossimi a scadenza, in particolare quelli che hanno già esaurito le possibilità previste dai rispettivi regolamenti dei fondi.

E’ probabile che le Autorità di Vigilanza comunicheranno il loro orientamento nei prossimi mesi. Nel frattempo Prelios si è aggiudicata la gestione di un nuovo fondo real estate per la cassa previdenziale dei commercialisti, che dovrebbe avere una vocazione commerciale ed investire in centri commerciale e shopping center.

In pratica potrebbe acquistare qualche cespite presente nel fondo Olinda che ha la necessità di dismettere celermente il suo patrimonio.

Il fondo questa settimana ha registrato un discreto progresso (+1.9%), ma rimane sui minimi dell’anno e scambia su prezzi (109€) decisamente distanti dal patrimonio netto (437€), che incorporano una svalutazione implicita gli investimenti immobiliari di quasi il 38%. Occorre segnalare come lo sfitto stia “mordendo” la redditività del veicolo e il rapporto tra “funds from operations” (FFO) e NAV sia appena pari all’1.63% e circa ad un quarto di quello registrato nell’esercizio 2010.

Si registra un interesse crescente su Investietico (IT0003089775, +1.25%), +32.8% da inizio anno, che presenta una situazione gestionale positiva (FFO/NAV pari al 5.8%) e che ha corrisposto dividendi pari al 9.2% dell’’ultimo prezzo di mercato. La Sgr è riuscita a rinnovare alcuni contratti in scadenza e a mantenere sotto controllo la vacancy, ponendo quindi le basi per la cessione degli immobili sul mercato.

Si ravvisano scambi interessanti su Mediolanum RE B (IT0003922249, +0.4%) che però risulta uno dei fondi peggiori del 2013 (-8.2%). La redditività gestionale rimane contenuta come mostra il rapporto FFO sul NAV all’1.9%.

Altri due fondi emergono per scambi superiori alla norma: Unicredito Imm. 1 (IT0001358479, -0.06%), che ha iniziato a scontare l’allungamento della durata, e in particolare Amundi RE Europa (IT0001476412, -0.6%) che ha ottenuto nel 2013 un rialzo superiore al 50%.

Si arresta il recupero di Delta (IT0004105273, -0.9%) che fatica ad allontanarsi dai minimi storici nonostante presenti una situazione valutativa davvero troppo compressa: il rapporto tra FFO/prezzo di mercato è superiore al 20% rimane elevato seppur atteso in calo per l’esercizio 2013.

Dinamica del QF-Norisk index (fondi chiusi immobiliari) rispetto a FTSE E/N Italy e EMU

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Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.