Il mercato immobiliare e le belle speranze

Il mercato immobiliare e le belle speranze

La recessione potrebbe terminare nei prossimi mesi ma è difficile diventare ottimisti soprattutto sul mercato immobiliare domestico. L’estate ha portato una serie di dati macroeconomici che lasciano intendere che la profonda contrazione che affligge l’Italia possa essere vicina al termine.

Questo appare plausibile ma è necessario non trascendere in ottimismo ed essere consapevoli che anche per i prossimi anni la strada risulterà in salita. Recentemente si è assistito alla risalita dei tassi di interesse di mercato della parte medio-lunga della curva, mentre la parte monetaria è rimasta compressa nei pressi dello zero.

La reazione degli investimenti real estate quotati è stata in funzione di un fattore positivo (il consolidamento ciclico) e uno negativo (il rialzo dei saggi). Non è un caso che i veicoli immobiliari a pagare dazio siano risultati quelli meno rischiosi (vedi Germania), mentre quasi spumeggianti quelli italiani.

I fondi chiusi immobiliari ottengono un agosto positivo (+2.8%) portando il rialzo del valore di mercato al 12.6% da inizio anno. Anche il mese di settembre pare iniziato in modo accettabile (+0.4%).

I rendiconti semestrali decenti hanno alimentato qualche acquisto addizionale da parte dei risparmiatori in particolare su alcuni strumenti.

Amundi RE Europa è risultato tra i più brillanti, con un performance mensile del 12% e da inizio anno di quasi il 55%; il fondo negli ultimi 12 mesi è passato dai 650€ di novembre 2012 agli attuali 910€, corrispondendo ai quotisti 87,5€ di proventi.

Anche Olinda, uno degli strumenti negoziati più a sconto rispetto al patrimonio netto, ottiene un confortante recupero (9%) seppur conseguito con volumi inferiori alla norma.

Invece Unicredito 1, altrettanto brillante nell’ultimo mese (+7,2%), sta trattando un controvalore doppio rispetto alla media degli ultimi 12 mesi. Vi sono investitori interessati al prodotto che stenta nel processo di dismissione del proprio patrimonio immobiliare, peraltro complessivamente di qualità.

Meno performante Atlantic 1 rispetto ai mesi scorsi che sta scontando, nonostante una semestrale positiva, la convocazione dell’Assemblea dei quotisti per il giorno 25 settembre per richiedere la modifica del regolamento che determinerà l’introduzione del periodo di proroga per ulteriori 3 anni, finora non previsto.

Questa iniziativa, insieme a quella promossa da Assogestioni, è finalizzata ad allungare la vita dei fondi modificando l’orizzonte temporale dell’investimento inizialmente previsto al momento del collocamento.

Le motivazioni apportate a sostegno di queste azioni, ovvero la crisi del mercato, sono pertinenti ma sarebbe necessario limitare il disallineamento degli interessi tra quotisti, interessati ad ottenere il celere rimborso dei capitali, e le varie Sgr che vorrebbero continuare a percepire fees sugli assets gestiti.

E’ importante che i quotisti possano essere coinvolti nel processo decisionale, anche con il voto a distanza e telematico, e che l’eventuale allungamento della durata dei fondi determini una riduzione delle commissioni corrisposte, sulla falsariga di quanto avviene con Atlantic 2 e Beta.

Dinamica del QF-Norisk index (fondi chiusi immobiliari) rispetto a FTSE E/N Italy e EMU

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Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.