La posta del risparmiatore: Bond in rubli

La posta del risparmiatore: Bond in rubli

Per la rubrica “La posta del risparmiatore” di Plus 24, inserto settimanale del Sole24Ore, abbiamo risposto al quesito di un lettore in merito alla possibilità di investire in bond in Rubli. In seguito al nostro articolo, un altro lettore ha chiesto delucidazioni in merito ad alcuni titoli citati e ai mercati sui quali è possibile acquistarli.

I titoli obbligazionari denominati in valute diverse dall’Euro possono essere delle buone soluzioni per scommettere sull’andamento di tali monete, ma è preferibile indirizzarsi verso emittenti con rischio di credito molto contenuto, come per esempio quelli sovranazionali. L’investimento in bond in rubli è estremamente speculativo: la valuta, infatti, nell’ultimo anno ha perso oltre il 40% del suo valore, sperimentando inoltre un’elevata erraticità ed è evidente come i rendimenti annui offerti molto elevati, anche oltre il 10%, servano a remunerare proprio questo rischio. In aggiunta, occorre considerare come una pronunciata durata finanziaria del bond possa esporre maggiormente il detentore ad un eventuale rialzo dei i tassi finalizzato a difendere la divisa.

Sui principali mercati europei sono presenti circa venti titoli obbligazionari in rubli accessibili ad un investitore italiano. Sono quotati sui più importanti mercati europei, come Londra, Francoforte, Amsterdam, Parigi, Milano ed EuroTLX e sono perlopiù titoli di emittenti sovranazionali.  Il titolo con un importo in circolazione maggiore, “European Investment Bank (EIB), 2017 TF 6,75%” (XS0303133564) è stato emesso dalla Bei a maggio 2007, con una scadenza iniziale di 10 anni e un coupon annuale fisso del 6,75%. Il rating dell’emittente è massimo, AAA, ma ciò non deve trarre in inganno l’investitore: il punteggio elevato garantisce la solidità della banca emittente ma non mette a riparo da eventuali perdite di valore dell’obbligazione, che potrebbero venire causate dall’andamento del tasso di cambio euro-rublo e dalle variazioni dei tassi. La duration modificata di questo titolo, intorno a 2, è piuttosto contenuta e a livello pratico ciò significa che, qualora i tassi aumentassero di un punto percentuale, il valore dell’obbligazione si ridurrebbe di circa il 2%; per quanto riguarda il fattore valutario, invece, il recente tracollo del rublo ha fatto si che l’obbligazione abbia perso buona parte del proprio valore in Euro.

Per ciò che concerne gli altri titoli principali, si tratta soprattutto di strumenti a duration molto contenuta: vi è ad esempio un’obbligazione “KfW, 7% 14jun2016” (XS0791160178) emessa da KfW, banca tedesca controllata dal Governo, con una duration di poco superiore all’anno e cedole pari al 7%, o un altro titolo “European Investment Bank (EIB) 2016 6.5%” (XS0544309908) emesso sempre dalla Bei con duration 1,5; simile, inoltre, il titolo con ISIN XS0506224871. Si può segnalare, infine, un bond a tasso variabile (XS0885892033), della Bers, che promette cedole indicizzate allo swap a 3 mesi in rubli.

 

“Tutte le insidie dei titoli in rubli, dove è meglio stare sul breve”

201502 - Posta del risparmiatore bond rubli1

Nel secondo articolo, è stato specificato come l’esposizione nei confronti dei bond in rubli possa essere effettuata acquistando strumenti negoziati a Francoforte e al London Stock Exchange, mentre una sola obbligazione di Banca Imi, “Banca IMI 2018 8.30%” (IT0004938129), è trattata al Mot e all’EuroTLX. È interessante notare come, considerato l’elevato prezzo di acquisto, il rendimento annuo lordo a scadenza sia prossimo a zero.

Alla borsa di Francoforte, oltre a diverse obbligazioni emesse dai soliti sovranazionali, sono trattati i titoli di Stato russi (es. RU000A0JS751) e i bond della città di Mosca (es. RU000A0JTXW1), ma vi sono anche degli strumenti che presentano un investimento minimo elevato e sconsigliato alla maggioranza dei risparmiatori. Tra questi si possono segnalare Russian Railways (XS0764253455) e GazpromBank (XS0877983642).

I rendimenti offerti da questi titoli sono superiori al 10% e, peraltro, trattano generalmente sotto la pari, ma presentano un livello di rischio davvero pronunciato, oltre ovviamente all’aspetto valutario. In particolare, non bisogna escludere che in futuro possano accadere default determinati non solo dall’incapacità di far fronte ai propri debiti, ma anche dalla volontà di non corrispondere flussi finanziari agli investitori stranieri. Queste obbligazioni, seppur negoziabili in Borsa, potrebbero non essere acquistabili da tanti intermediari domestici, per motivi diversi.

 

“Bond in rubli, il rischio corre sul filo dell’oil e della guerra”

201502 - Posta del risparmiatore bond rubli2

 

Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.