La posta del risparmiatore: commissioni pesanti sulla vendita di bond

La posta del risparmiatore: commissioni pesanti sulla vendita di bond

Per la rubrica “La posta del risparmiatore” di Plus24 abbiamo risposto al quesito di un lettore, a proposito delle consistenti commissioni per la vendita di un bond: “Ho un deposito titoli cointestato con mio padre, presso MPS sede di Milano, il quale ha provveduto a vendere in due tranches obbligazioni di loro emissione, per un controvalore di 375.000 euro, ed ho constatato con disappunto, che essendo un operazione di vendita allo sportello ci sono state applicate commissioni dell’ 1,25%, come da commissionale allegato, per un totale di 4.687 euro. Pur essendo commissioni normate, ritengo che siano di eccessivo importo, anche se sono previste operatività tramite internet, ma resta inteso che una persona di 85 anni, non utilizza internet  per la compravendita. Resta inteso che estingueremo il rapporto presso MPS. Il quanto solo per portare a conoscenza dei risparmiatori delle eccessive commissioni oggetto di compravendita e chiedo un vostro consiglio se possono esserci dei termini per richiedere eventuali storni parziali eccessivamente sostenuti.”

Se la banca ha assolto alle disposizioni di Banca d’Italia in tema di trasparenza delle condizioni contrattuali, di base attraverso i fogli informativi e le comunicazioni periodiche delle modifiche contrattuali con il diritto di recesso se peggiorative, purtroppo non c’è molto di più da fare che cambiare banca. Dal foglio informativo allegato si leggono delle commissioni di intermediazione per obbligazioni dell’1,25% allo sportello, 0,4% via telefono e 0,2% via internet. Quel che è più carente nel suo caso è l’assenza di un tetto massimo alle commissioni (cap) che limita il costo per intermediare importi rilevanti, una condizione spesso praticata da molte banche, non solo online. Con molti intermediari online l’acquisto di un’obbligazione, di qualunque importo, non sarebbe costato più di una ventina di euro in commissioni.

Anche nell’ultima indagine del l’AGCM (Autorità Garante Concorrenza e Mercato) sui costi dei servizi bancari, pubblicata lo scorso luglio, si evidenzia come nonostante i correntisti abbiano l’opportunità di risparmiare cambiando banca, od anche ottenere condizioni migliori nello stesso istituto, persiste anche nel corso degli ultimi anni una bassa mobilità dei correntisti (tra il 10% e 12% del totale dei conti) ed una forte concentrazione (le prime 3 banche hanno il 55% dei correntisti totali). L’introduzione nel 2010 dell’Indicatore Sintetico di Costo da parte della Banca d’Italia (sui conti correnti) dovrebbe aiutare un più rapido confronto tra le offerte. La sua esperienza insegna che c’è ancora molto da lavorare sul tema dell’efficacia della trasparenza informativa in ottica di concorrenza, su tutti i rapporti contrattuali nel rapporto banca-cliente, non solo l’intermediazione di titoli.

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Stefano Testori
stefano.testori@norisk.it

Senior investment analyst, laureato in Economia dei mercati ed intermediari finanziari presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E’ specializzato nella valutazione di strumenti derivati e sul mercato globale degli ETF.