La posta del risparmiatore: ETF a leva

La posta del risparmiatore: ETF a leva

Per la rubrica “La posta del risparmiatore” di Plus 24, inserto settimanale del Sole24Ore, abbiamo risposto ad un quesito di un lettore a proposito del funzionamento degli ETF a leva e della misurazione delle loro performance: “Da piccolo risparmiatore e grande appassionato di grafici e analisi tecnica, ipotizzando una debolezza sui mercati ho pensato di affidarmi all’ETF Xbear Ftse Mib. Tuttavia venerdì, aggiornando la mia posizione, ho notato una particolarità interessante: infatti, nonostante nell’arco di un anno il Mib abbia una performance vicina alla parità, il nostro etf Xbear faceva segnare un bel -25% circa! Premesso che non mi sono mai fidato troppo di Etf ed Etc se non per investimenti di brevissimo periodo, chiedo come si possa spiegare un simile rendimento negativo”.

L’ETF in questione, il Lyxor ETF FTSE MIB Daily Double Short Xbear UCITS ETF (ISIN FR0010446666), è basato su un indice short a leva due giornaliera. Come più volte ribadito, un ETF è un fondo d’investimento che replica un indice, ed è di fondamentale importanza capire il funzionamento, la composizione e le regole che dettano la formazione dell’indice. Più spesso si sente parlare della struttura di un ETF, ovvero delle modalità attraverso le quali l’indice viene replicato, e viene posta troppo poca enfasi nell’analisi degli indici, i veri “motori” dell’investimento tramite ETF. Gli indici “short” misurano la performance inversa giornaliera dell’indice di riferimento. In questo specifico caso la performance short viene amplificata con una leva due. Per forza di cose l’indice deve “aprire e chiudere” la posizione al ribasso con una certa periodicità, giornaliera o mensile che sia: altrimenti si avrebbe una posizione al ribasso aperta al tempo zero e mantenuta per un tempo indefinito, non utile agli investitori e libera di arrivare ad un valore nullo dopo un rialzo del 100%. Il calcolo della performance inversa giornaliera porta all’effetto “compounding” dei rendimenti (composti), perché la base di calcolo viene rinnovata periodicamente (ogni giorno): così se l’indice parte a 100, cresce in un giorno a 110 (+10%) e ritorna il giorno seguente al livello iniziale di 100 (-9,1%), l’indice short registrerà i livelli di 100, 90 e terminerà il terzo giorno a 98,2, non 100. Più elevata è la volatilità dell’indice di riferimento nel tempo, maggiore sarà l’incidenza sul risultato finale dell’indice short, per l’effetto compounding, ancor di più se la leva è doppia come nel caso di specie. Gli ETF a leva sono strumenti da trading, non da acquistare e tenere in portafoglio, fatto che giustifica i volumi elevati dello strumento. Gli ETF basati su indici azionari tradizionali, ed anche obbligazionari, sono al contrario degli strumenti d’investimento di lungo periodo d’eccellenza.

Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.