La posta del risparmiatore: il prezzo medio di carico

La posta del risparmiatore: il prezzo medio di carico

Per la rubrica “La posta del risparmiatore” di Plus 24, inserto settimanale del Sole24Ore, abbiamo risposto ad un quesito di un lettore a proposito del calcolo del prezzo medio di carico di un titolo azionario: “In che modo viene calcolato e aggiornato il prezzo di carico di un titolo azionario acquistato in vari momenti, in diverse quantità, a prezzi diversi e contemporaneamente anche venduto in diversi momenti, in varie quantità e differenti prezzi, magari anche in perdita? E se nel frattempo ci fosse un aumento di capitale regolarmente sottoscritto, cosa cambierebbe nel prezzo di carico?”

Il prezzo medio di carico fiscale di un titolo azionario rappresenta la media dei prezzi unitari d’acquisto, comprese le commissioni di negoziazione ed al netto di bolli ed oneri diversi se presenti. Il prezzo medio di carico, secondo la normativa fiscale, non rifletterà il susseguirsi cronologico delle operazioni di compravendita se avvenute nel corso della medesima giornata (intraday) e per questo motivo a volte il prezzo medio di carico differisce dall’ultimo prezzo di acquisto.

Il prezzo medio di carico è calcolato in un qualunque giorno “t” considerando prima tutti gli acquisti effettuati nel giorno precedente “t-1”. In caso di diversi ordini di compravendita sullo stesso titolo azionario nella medesima giornata (t-1), si calcola dapprima la media ponderata delle sole operazioni di acquisto, anche se cronologicamente sono avvenute nel mezzo delle vendite. Solo in seguito si calcola il prezzo medio ponderato delle vendite. In ultimo si tiene conto del prezzo medio di carico dei giorni precedenti, se presente. Dalla differenza tra il prezzo medio di vendita e di carico, se positiva, emerge l’imponibile sul quale calcolare la plusvalenza oppure, se negativa, la minusvalenza.

Un esempio per chiarire il funzionamento: nel giorno t-1 si effettuano le seguenti operazioni, in ordine cronologico, trascurando le commissioni: 1) acquisto 100 azioni a 2€, 2) vendo 100 azioni a 3€, acquisto 300 azioni a 1€. Il prezzo medio di carico fiscale del giorno t non è di €1. Si calcola prima il prezzo medio ponderato degli acquisti (100×2+300×1)/400=1,25€, che corrisponderà al prezzo medio fiscale di carico. In seguito si calcola il prezzo medio ponderato delle vendite, in questo caso una sola, 3€. Infine si calcola l’imponibile fiscale come: (3×100)-(1,25×100)=175€ di utile, sul quale si pagherà il 20% di capital gain (35€). Il giorno t in portafoglio si avranno 300 azioni in carico a 1,25€.

Per gli aumenti di capitale, come ogni altra operazione straordinaria che impatta sul capitale sociale, i prezzi vanno rettificati in modo tale da sterilizzare l’effetto legato alla variazione del capitale. In particolare se l’aumento è con diritto di opzione ed a sconto rispetto al prezzo corrente del titolo, il moltiplicatore k di rettifica si calcola come rapporto tra il prezzo teorico “ex-diritto” sul prezzo “cum-diritto”. Durante l’offerta di aumento di capitale si troverà inoltre i diritti con un prezzo di carico pari alla differenza tra il vecchio prezzo di carico delle azioni ed il nuovo prezzo rettificato per il k. Infine se aderisce all’aumento, sommandoli ai vecchi titoli, si calcolerà al solito il nuovo prezzo di carico considerando tutti i flussi.

Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.