La posta del risparmiatore: Finmatica, Sopaf e Montefibre

La posta del risparmiatore: Finmatica, Sopaf e Montefibre

Per la rubrica “La posta del risparmiatore” di Plus 24, inserto settimanale del Sole24Ore, abbiamo risposto ad un quesito di un lettore a proposito della situazione di tre titoli, Finmatica, Sopaf e Montefibre: “Gradirei avere informazioni riguardo delle azioni che ho nel dossier titoli. In particolare Finmatica (minusvalenza del 100%), Montefibre ordinarie, da un giorno all’altro non più quotate, come pure Sopaf. Cosa devo aspettarmi?”

I tre titoli in possesso della lettrice condividono una serie di patologie aziendali, sconfinate anche in supposti reati penali nel caso di Sopaf.

Finmatica, azienda di software bresciana, è l’esempio perfetto della bolla della new economy italiana di inizio millennio. Quotata in Borsa a fine 1999 ad un prezzo di 5€ per azione, il primo giorno di negoziazione fa registrare un incredibile +700%, crescendo fino all’apice raggiunto nel marzo 2000. Con lo scoppio della bolla, la società comincia il suo declino, che porta prima alla sospensione del titolo e poi al fallimento, nel dicembre del 2004. Le azioni non hanno quindi alcun valore, si può solamente pensare di informarsi presso la propria banca per capire le possibilità di eliminare il titolo dal proprio dossier.

Per quanto riguarda Montefibre, l’assemblea degli azionisti ha deliberato la messa in liquidazione a dicembre 2013 e, dopo un’iniziale sospensione delle negoziazioni il giorno successivo, ad agosto Borsa Italiana ha revocato la quotazione sul Mercato Telematico Azionario delle azioni. Sempre ad agosto, il Tribunale di Milano ha ammesso la società alla procedura di concordato preventivo, concedendo fino al 5 dicembre a Montefibre per presentare la proposta definitiva da sottoporre ai creditori. La società segnala, con un comunicato sul proprio sito, che dal 14 agosto è impossibilitata ad utilizzare gli abituali metodi di diffusione telematica connessi con Borsa Italiana, attraverso i quali gli investitori venivano informati dei rilevanti avvenimenti societari. Un investitore quindi, non può fare altro che aspettare l’evolversi della vicenda oppure cedere le proprie azioni ad un privato interessato ad acquistarle.

Anche Sopaf, holding finanziaria milanese, è in liquidazione e la situazione appare anche più complessa di quella di Montefibre. Da luglio 2013 sono è stata revocata la quotazione di titoli, azioni od obbligazioni, precedentemente negoziati in Borsa e la società è attualmente in concordato preventivo. A maggio sono stati arrestati i fratelli Magnoni, principali azionisti della società, con le accuse di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, truffa, appropriazione indebita e frode fiscale, oltre ad alcuni amministratori di società controllate; attualmente sono in libertà, mentre il processo continua. Anche in questo caso gli azionisti non possono fare nulla per il momento; l’unica possibilità per recuperare una parte di quanto investito potrebbe essere che, appurata la bancarotta fraudolenta, ci si possa rivalere sui beni dei Magnoni.

 

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Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.