L’obbligazione Bim al test dei BTP e dei crediti deteriorati

L’obbligazione Bim al test dei BTP e dei crediti deteriorati

Banca Intermobiliare, la controllata di Veneto Banca specializzata nella gestione di investimenti ma attiva anche nell’intermediazione del credito, sta collocando sino al 18 ottobre un bond da massimi 50 milioni presso i propri clienti. Per Plus24, settimanale de Il Sole24Ore, abbiamo analizzato l’obbligazione Bim 3.25% 01ap17 (IT0004961154) in collocamento, evidenziandone punti di forza e di debolezza.

L’obbligazione non presenta particolari complessità: è a tasso fisso, con una cedola annua del 3,25% pagata semestralmente, ha un taglio minimo di 10.000€, ed è senior, ovvero senza alcuna clausola di subordinazione ad altre passività dell’emittente.

Nel prospetto non vengono riportati costi di collocamento ed è difficile fare un confronto con il rendimento di obbligazioni quotate dello stesso emittente: su 44 bond in circolazione soltanto 2 sono quotati, uno al TLX in scadenza nel 2017 e la convertibile quotata a Piazza Affari. Quest’ultima è forse la più “liquida”, è subordinata, in scadenza nel 2015 ed offre un rendimento a scadenza del 3,5%.

Un aspetto positivo della nuova obbligazione riguarderà la quotazione al TLX, permettendo almeno un prezzo di uscita ai sottoscrittori più trasparente. Il BTP a quattro anni invece oggi offre un rendimento del 2,7%, inferiore al bond in collocamento.

Se nel bilancio 2012 la controllante Veneto Banca ha subìto una serie di rettifiche di bilancio costituite da svalutazioni sugli investimenti immobiliari, imposte da Banca d’Italia, anche la controllata BIM ha seguito la stesa sorte.

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Stefano Testori
stefano.testori@norisk.it

Senior investment analyst, laureato in Economia dei mercati ed intermediari finanziari presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E’ specializzato nella valutazione di strumenti derivati e sul mercato globale degli ETF.