L’obbligazione UBI riporta nel mirino le alte commissioni

L’obbligazione UBI riporta nel mirino le alte commissioni

Le prospettive della  “credit review” che sarà intrapresa nei prossimi mesi dalla BCE non ha causato grandi smottamenti nei rendimenti delle obbligazioni bancarie quotate ad indicare che il mercato ritiene che la sorveglianza operata dalle Autorità di Vigilanza sia stata complessivamente efficace. È comunque interessante notare come circa 12 istituti di credito siano monitorati da vicino da Bankitalia a vario titolo e che la situazione potrebbe non essere rosea per tutti gli operatori. Per alcune banche italiane i criteri adottati dalla BCE potrebbero essere persino premianti.

Diverse banche stanno collocando ai risparmiatori prodotti ad altissima marginalità. Per loro e non per gli investitori. Nel caso dei bonds bancari in collocamento si sta assistendo ad un preoccupante rialzo delle commissioni prelevate.

UBI sta collocando un’obbligazione di tipo step up (IT0004963630), con scadenza novembre 2018, che prevede cedole semestrali crescenti a partire dall’1.5% del primo anno, per arrivare al 3% corrisposto nel 2018. Il rendimento annuo lordo è pari al 2,14%, livello davvero contenuto se si pensa che il BTP comparabile offre il 2,94%.

I credit default swap (CDS) mostrano come la probabilità di insolvenza per i prossimi 5 anni sia pari al 17,7% per UBI, mentre per la Repubblica italiana il valore si assesta al 16%. E’ difficile comprendere per quale motivo questa obbligazione debba offrire rendimenti inferiori ad un BTP. Il motivo risiede nell’ingente onere commissionale previsto da questa emissione che risulta  pari al 7,98%, mostrando un costo annuo da prodotto del risparmio gestito. Il giudizio negativo sul titolo è aggravato dal fatto che il bond non verrà negoziato in nessun mercato organizzato.

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Stefano Testori
stefano.testori@norisk.it

Senior investment analyst, laureato in Economia dei mercati ed intermediari finanziari presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E’ specializzato nella valutazione di strumenti derivati e sul mercato globale degli ETF.