Mercati difficili e torna di moda la liquidità

Mercati difficili e torna di moda la liquidità

Volatilità sull’azionario alle stelle, rendimenti dei bond a zero, materie prime in picchiata: in questo momento risuona a gran voce, da parte degli esperti, il suggerimento a star liquidi, in attesa che il quadro si chiarisca. Mantenere una buona dose di cash per cogliere le opportunità che capiteranno nei prossimi mesi. Per Plus24, settimanale de il Sole24Ore abbiamo commentato la situazione dei mercati e le possibili soluzioni per i risparmiatori.

Perché rimanere liquidi? Il primo motivo – spiega Marcello Rubiu – è per il fatto che il mercato attuale è percepito da diversi risparmiatori per essere molto rischioso ed imprevedibile e quindi può essere opportuno, visti anche i rendimenti molto contenuti delle obbligazioni, detenere liquidità cercando di conciliare remunerazione e flessibilità operativa. Il secondo motivo è inerente alla forte volatilità e incertezza vista e che richiede un’ampia diversificazione temporale ovvero nella distribuzione nel tempo di acquisti e vendite di asset rischiosi.

Una prima opzione disponibile sono i conti di deposito che possono arrivare ad offrire oltre il 2%, valutando attentamente l’istituto. Per ottenere una remunerazione adeguata occorre accettare il vincolo temporale e l’eventuale svincolo che può ridurre drasticamente il tasso di interesse riconosciuto.

Chi punta solo sui conti di deposito – continua Rubiu – è giusto che li differenzi per scadenze temporali, esempio a 6 mesi, un anno o due. In modo che possa di volta in volta cogliere le migliori opportunità che si presentano. È importante sottolineare come il conto di deposito sia utilizzato spesso come strumento di marketing per attirare i risparmi e poi intraprendere una strategia commerciale per vendere strumenti ad alta remunerazione per gli istituti».

Infine, un’alternativa può essere costituita dall’utilizzare bond con una durata residua piuttosto breve, inferiore ai 18 mesi, che evitano ai risparmiatori di aprire ulteriori conti. Si può infine privilegiare la diversificazione, anche geografica, ed optare per degli ETF obbligazionari di breve durata ma la remunerazione non è esaltante.

 

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Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.