Moleskine, investitore deluso chiede lumi sull’Ipo

Moleskine, investitore deluso chiede lumi sull’Ipo

Per la rubrica “La posta del risparmiatore” di Plus 24, inserto settimanale del Sole24Ore, abbiamo risposto al quesito di un lettore in merito all’Ipo di Moleskine. Il lettore, dopo aver partecipato al collocamento al prezzo di assegnazione di 2,3€, ha visto il titolo scendere continuamente, a parte sporadiche e temporanee riprese, fino a 1,4€; essendo stato pubblicato da poco uno studio del gruppo responsabile del collocamento, che assegna alla società una valutazione di 1,58€, egli si chiede se gli analisti che in occasione dell’Ipo valutarono la società siano gli stessi di questo studio.

Moleskine, la società delle agende, è stata collocata a 2,3 euro appena lo scorso anno e attualmente sta scambiando a 1.39 euro. Ma a inizio aprile ha toccato i minimi storici in area 1,2 euro. In Borsa vengono trattate le aspettative che una società possa conseguire nel futuro risultati, generalmente, migliori rispetto al passato e, queste “speranze” durante il lancio del collocamento vengono ben rappresentate.

Le società, una volta collocate sul mercato, iniziano a formare un prezzo reale diverso da quello assegnato da operatori che possono essere coinvolti anche nell’attività di corporate finance. Moleskine nel triennio precedente alla quotazione ha registrato risultati gestionali piuttosto brillanti: fatturato salito del 24%, reddito operativo 27% e reddito netto della gestione ricorrente +31 per cento.

È sufficiente perciò proiettare nel futuro questi numeri per prospettare e motivare valutazioni “stellari” come quelle viste in collocamento. In aggiunta, ad ottimistiche previsioni di crescita, si sono ipotizzati multipli borsistici non distanti dai grandi nomi del lusso. Durante il 2013 sono stati diffusi i risultati di bilancio che hanno avvicinato il valore della società alla realtà comunque rappresentata da un player che è riuscito a crescere nonostante un contesto economico così avverso.

Le sfide che attendono Moleskine non sono facili considerato il suo “core business” e il processo di digitalizzazione dei prodotti, ma indubbiamente rappresenta un “marchio” riconosciuto e apprezzato. È importante chiedersi se la forte discesa registrata possa costituire un’occasione di acquisto. Moleskine sta scambiando con un rapporto prezzo/utile (atteso) pari a 13,3, decisamente inferiore rispetto a quello rilevato per i players del lusso come Prada, Tods e Moncler.

La scommessa è che Moleskine riesca ad ampliare la varietà degli oggetti che offre e che possa conseguire una adeguata redditività, tuttora comunque apprezzabile.

 

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201404 - Moleskine

Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.