Obbligazione BPER, premio ridotto e senza quotazione

Obbligazione BPER, premio ridotto e senza quotazione

Le previsioni di crescita del Pil italiano per il 2014 sono crollate da +0,6% di inizio anno all’attuale -0,2%. Ma nonostante le pessime notizie dal punto di vista macroeconomico, i rendimenti di mercato dei bond domestici viaggiano sempre sui minimi storici e il rendimento medio dei titoli con durata 5 anni e rating BBB risulta appena l’1,34%. Per Plus24, settimanale de il Sole24Ore, abbiamo analizzato l’obbligazione BPER Step Up 03/09/2014 – 03/09/2019 (IT0005045171).

Tali rendimenti sono le conseguenze delle politiche Bce, che hanno anche contribuito a un miglioramento dei conti economici dei nostri istituti, persino di quelli considerati speculativi dalle agenzie di rating. Nel caso della Popolare Emilia Romagna (Bper), i risultati economici nel primo semestre sono apparsi in miglioramento, mostrando un ritorno all’utile e soprattutto il rallentamento della creazione di crediti deteriorati. La banca ha chiesto fondi alla Bce all’interno delle operazioni di lungo termine, per circa 2 miliardi di euro (TLTRO), al fine di destinarli all’erogazione di credito alle imprese non-finanziarie.

Bper ha in collocamento un bond di durata 5 anni che offre cedole annuali crescenti, dall’1,4% al 2% dell’ultimo anno, che forniscono complessivamente uno yield annuo dell’1,65%. Si tratta di una remunerazione sufficiente per i risparmiatori? Innanzitutto occorre sottolineare come offra uno yield addizionale rispetto alle emissioni “investment grade” domestiche davvero contenuto (1,65% rispetto 1,34%); in aggiunta, il titolo non verrà quotato e quindi il disinvestimento prima della scadenza potrebbe essere penalizzante per l’investitore. Al computo bisogna infine aggiungere le differenze di aliquota fiscale: al netto del prelievo sui redditi generati, il BTp comparabile offre lo 0,94%, mentre il bond in collocamento considerato appena 1,22%.

 

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Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.