Obbligazione BPER che remunera bene i collocatori

Obbligazione BPER

Obbligazione BPER che remunera bene i collocatori

La dinamica dei tassi d’interesse ha portato i saggi monetari, espressione della parte breve della curva, sottozero. Se si tratta di una notizia entusiasmante per i sottoscrittori di mutui ipotecari, per gli investitori in obbligazioni a tasso variabile è invece una sciagura. Quasi nessuno pensa più a un loro rialzo e per aggiungere appeal gli emittenti tendono a inserire la clausola del coupon minimo (ovvero il floor), spesso accompagnato da una limitazione del valore massimo (cap). Proprio a questa categoria appartiene una obbligazione BPER in collocamento.

Il bond della Banca Popolare Emilia Romagna (IT0005171803, Obbligazione BPER a Tasso Variabile con Cap e Floor 07/03/2016 – 07/03/2023) offre coupon semestrali, indicizzati all’Euribor 6 mesi maggiorato dello 0,1%, fino alla scadenza prevista a marzo del 2023.

Le cedole saranno comprese tra un minimo dell’1% e un massimo del 3%. La probabilità che l’Euribor possa attivare il cap è infinitesima. Realisticamente, il possessore del bond incasserà solo la cedola minima nei prossimi 7 anni. Almeno così suggerisce la curva dei tassi forward.

Il sottoscrittore, quindi, scambia il vantaggio di disporre una cedola minima con un margine usato per l’indicizzazione (0,1%) piuttosto miserrimo, se si considera che la “Pop” è un emittente speculativo (high yield). In ogni caso non si tratta di un baratto equo, visto che l’emissione prevede commissioni di collocamento del 3,6%, così come emerge dal prospetto.

In pratica, il sottoscrittore attuale otterrebbe lo 0,86% all’anno (visto che il titolo ha già iniziato a maturare interessi), mentre la rete distributiva lo 0,51% annuo. Come sempre più spesso accade, nemmeno questa obbligazione verrà quotata su un mercato regolamentato.

 

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I punti di forza:
  • L’emittente, pur essendo speculativo, presenta una situazione patrimoniale e di crediti deteriorati meno compromessa di altri istituti domestici;
  • L’istituto ha già attuato un’aggressiva svalutazione dei crediti in sofferenza migliorando quindi la sua situazione;
  • Una cedola annua fissa dell’1% non è disprezzabile, vista la situazione attuale;
I punti di debolezza:
  • Le prospettive di guadagno sono contenute, se si considera che l’istituto è giudicato high yield dalle agenzie di rating;
  • L’obbligazione non verrà negoziata in alcun mercato regolamentato, come spesso accade per i bond di questo emittente;
  • Le commissioni di collocamento dello 0.51% su base annua sono troppo elevate, considerando le condizioni di mercato;

 

Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.