Obbligazioni convertibili, tre nuovi arrivi

Obbligazioni convertibili, tre nuovi arrivi

Il mancato rimborso della convertibile di Banca Carige getta un faro sulla numerosità delle clausole spesso presenti in strumenti di finanziamento “particolari” come le obbligazioni convertibili. Per Plus24, inserto settimanale del Sole24Ore, abbiamo commentato la situazione attuale del mercato delle obbligazioni convertibili italiane, che ha accolto recentemente tre nuove emissioni.

Il mancato nulla osta al rimborso della convertibile di Banca Carige da parte della Banca d’Italia, a causa delle difficoltà patrimoniali del gruppo, ha disatteso le attese dei risparmiatori. Gli obbligazionisti detengono un titolo la cui scadenza è stata rimandata di un anno, gennaio 2015, e che paga una cedola dell’1,5% annua. Oltre alla mancata quotazione il premio riconosciuto non è particolarmente generosa, visto il periodo di difficoltà della banca.

Nel comparto delle convertibili di Piazza Affari, che spesso ha ospitato emissioni risultate nel tempo critiche e molto rischiose, sono approdati tre nuovi strumenti: Frendy Energy (ISIN IT0004966344), un micro bond zero-coupon da 4,8 milioni emesso da una società quotata all’AIM, il mercato alternativo dei capitali per le micro cap. L’obbligazione è di fatto illiquida ed offre un rendimento del 3,6% sul 2018, un premio non particolarmente generoso per il rischio.

Più generosa la cedola di TE Wind (IT0006727934), altra micro cap attiva nel settore delle energie rinnovabili. Il bond da 4,33 milioni, in scadenza nel 2018, paga una cedola del 6% annua.

Ancora più elevata, infine, la cedola di Sacom (IT0004982119), 7,5%, una società attiva nella produzione di fertilizzanti per l’agricoltura. L’obbligazione prevede dei rimborsi anticipati dal 2015, oltre ad un rapporto e prezzo di conversione non predeterminati ma funzione di variabili di bilancio, quali l’EBITDA e l’indebitamento finanziario netto.

 

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201401 - Obbligazioni convertibili

Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.