Scommessa Cina con gli ETF

Scommessa Cina con gli ETF

ETF Cina: cresce l’interesse degli emittenti per il mercato azionario cinese. Da pochi giorni è stato quotato il secondo indice clone che replica fisicamente il mercato di Shanghai. Se fino a pochi mesi fa l’accesso per gli investitori di Piazza Affari era limitato solo ai titoli quotati a Hong Kong, da poco più di un anno c’è stato un importante cambiamento regolamentare: sono stati autorizzati ETF fuori dalla Cina che possono investire direttamente in titoli di Shanghai e Shenzen tramite un programma di assegnazione di quote di investimento.

È stata Etf Securities a lanciare lo strumento che va a replicare l’indice Msci China A Net Total Return. L’indice consente un esposizione a oltre 460 titoli quotati solo sulle piazze di Shanghai e Shenzen e l’ETF, nonostante sia stato lanciato da pochi giorni su Borsa italiana, ha fatto i migliori volumi tra tutte le piazze dove è stato quotato.

L’ETF di Deutsche Bank che replica l’indice Csi 300 ha debuttato a febbraio e nonostante la Borsa cinese non abbia brillato ha raccolto 140 milioni non solo in Italia. L’interesse quindi c’è stato, al momento in prevalenza da parte di investitori istituzionali. La peculiarità del mercato cinese, con le sue attuali restrizioni, è sicuramente più in sintonia con gli istituzionali, ma si ritiene che non appena la Cina tornerà a performare crescerà anche l’interesse del retail.

Oggi l’investitore può continuare a comprare gli Etf che replicano principalmente gli indici cinesi (tra questi il Ftse China 25) trattati a Hong Kong, quelli dove si scambiano le “azioni H”, oppure puntare sui 3 strumenti che replicano le azioni A quotate nel cuore del mercato finanziario cinese (Shenzen e Shanghai). Per Marcello Rubiu, partner di Norisk, «l’investimento sul mercato azionario cinese presenta un profilo di rischio abbastanza elevato anche se il mercato ha sottoperformato negli ultimi anni e sui fondamentali molti titoli hanno un rapporto prezzo/utili a una cifra. L’indice Csi 300 è ai minimi da 5 anni e puntare oggi sulla Cina significa scommettere che ci sarà quell’atterraggio morbido dell’economia che molti si auspicano. Se il governo cinese poi liberalizza il settore finanziario possono aprirsi opportunità interessanti. Il suggerimento è quello di non superare il 4% del proprio portafoglio azionario, puntando prevalentemente sui titoli cinesi trattati a Hong Kong per chi ha un profilo di rischio medio mentre chi vuole assumere una scommessa più impegnativa allora punti anche su Shanghai sulle A-Shares».

 

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Il dettagli degli ETF sulla Cina quotati a Milano:

ISIN Linea di prodotto Descrizione titolo
IE00B02KXK85 iShares iShares China Large Cap UCITS ETF
FR0010204081 LYXOR Lyxor China Enterprise (HSCEI) UCITS ETF
LU0292109856 Deutsche Bank db x-trackers FTSE China 25 UCITS ETF
FR0010713784 Amundi Amundi ETF MSCI China UCITS ETF
LU0779800910 Deutsche Bank db x-trackers CSI300 Index UCITS ETF-EUR
LU0875160326 Deutsche Bank db x-trackers Harvest CSI 300 UCITS ETF (DR)
IE00BHBFDF83 ETF Securities ETFS-E Fund MSCI China A GO UCITS ETF

 

Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.