Subordinato Banco Popolare, non per tutti

Subordinato Banco Popolare, non per tutti

Banco Popolare sta proponendo ai clienti un bond settennale a tasso variabile, indicizzato all’euribor a 3 mesi maggiorato del 4,375% (ISIN IT0005120313). Il titolo è subordinato “lower tier 2”, ciò significa che in caso di default dell’emittente i possessori del bond saranno rimborsati solo dopo i creditori privilegiati e quelli senior. Abbiamo analizzato tale obbligazione per Plus24, settimanale de il Sole24Ore.

L’emissione è anche richiamabile dall’emittente prima della scadenza prevista, nel caso si verifichi un cambio regolamentare che determini una modifica nella classificazione di questa passività ai fini di bilancio. La banca, per procedere, deve richiedere l’autorizzazione alle autorità di vigilanza.

Le agenzie di rating hanno assegnato all’emittente un merito di credito speculativo e il giudizio sui titoli della stessa tipologia di questo bond è pari a B3. A tale proposito, la società sta cercando di migliorare la situazione patrimoniale, anche attraverso la cessione sul mercato di crediti in sofferenza.

Un aspetto che il risparmiatore deve valutare è l’approvazione lo scorso anno della direttiva Bank Recovery and Resolution Directive (Brrd). In base a tale regolamento si passa da una risoluzione delle crisi bancarie utilizzando risorse pubbliche (bail-out) a una procedura in cui queste vengono trasferite progressivamente dagli azionisti ai detentori di titoli subordinati, a quelli senior, e così via (bail-in).

Abbiamo già assistito nel 2013 ad una falcidia degli investitori nel caso della nazionalizzazione della banca olandese Sns Reaal, oltre al sistema bancario di Cipro. Il bond non è quindi adatto a tutti gli investitori retail, anche se offre un rendimento congruo rispetto a quanto ottenibile da altri bond speculativi di questo emittente e da altre banche probabilmente più rischiose.

 

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Marcello Rubiu
marcello.rubiu@norisk.it

Sono laureato in Scienze Statistiche e in Economia e Commercio alla Università Cattolica di Milano. Dopo un esperienza nel comparto industriale mi occupo di investimenti dal 1999 e sono socio fondatore di Norisk.